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Abbazia di Santa Maria - Follina (TV) Gioiello di arte romanico-gotica, il santuario della Madonna di Follina sorge ai piedi delle prealpi tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene. Nel luogo dove fin dal sec. IX si insediarono i Benedettini e nel 1146 i monaci Cistercensi, viene venerata da tempo immemorabile una Madonna con Bambino di origine alessandrina. Essa è oggetto di devozione non solo delle popolazioni del basso Piave delle valli bellunesi, ma sempre più anche di pellegrini provenienti da altri luoghi d’Italia e da Paesi d’Oltralpe, attirati sia dalla bellzza del paesaggio che dalla maestà dell’artistica abbazia. Particolarmente ammirati sono la chiesa ed il chiostro, eretti dai Cistercensi nel sec. XIII e restaurati dopo i grandi danni subiti durante la prima guerra mondiale. Quello di Follina è oggi uno dei complessi cistercensi più insigni e meglio conservati d’Italia. I frati Servi di Maria vi giunsero nel 1915, un momento tragico per la chiesa, il santuario e la popolazione. Ciò nonostante, essi contribuirono notevolmente per la ricostruzione degli edifici, anzi con il tempo ne fecero pure un centro culturale ed ecumenico particolarmente vivace. Per gruppi che intendano trascorrere una o più giornate di ritiro presso il monastero, i frati mettono a disposizione locali sia per riunioni che per refezioni a conduzione autogestita, come pure 10 stanze per il pernottamento. Maria Waldrast - Tirolo A Metà strada tra il brennero e Innsbruck, presso Matrei, sorge a 1641 s.l.m. il santuario della Madonna di Waldrast (che significa “riposo nel bosco”), uno dei luoghi di pietà mariana più conosciuti ed amati in Tirolo. Nel 1392, secondo la tradizione, due pastorelli trovarono su un albero una statua lignea, rappresentante la Madonna che offre una mela al bambino Gesù posto sulle sue ginocchia. Dopo una prima chiesetta costruita da contadini e boscaioli della zona, venne eretta alla fine del ‘400 l’attuale chiesa, dov’è collocata al centro la prodigiosa immagine. Nel 1621 venne costruito il convento dei Servi di Maria, per iniziativa dell0arciduchessa Anna Gonzaga. Dopo varie vicissitudini e soppressioni avvenute nel corso dei secoli, chiesa e convento sono stati finemente restaurati di recente. Il santuario mariano, posto in luogo isolato e ameno, ai piedi della meravigliosa montagna del Serles (denominata “l’altare del Tirolo”), è méta dei pellegrini da varie parti e sosta (Rast) per gli escursionisti che salgono sulle montagne circostanti. Vi si giunge da matrei a piedi o in auto, percorrenso 6 Km di strada privata. L’ospitalità viene esercitata in ogni stagione dell’anno nell’edificio che era il convento dei frati: 20 stanze con bagno, più un frequentatobar-ristorante. Qui talvolta è lo stesso Priore che fa il cuoco: ed è un ottimo intenditore! Sito Web: http://www.tiscover.at/maria-waldrast Madonna della Ghiara - Reggio Emilia
Posto al centro della città di Reggio Emilia, il santuario della Madonna della Ghiara è fin dal 1600 méta di continui pellegrinaggi sia individuali che parrocchiali e diocesani. L’origine della diffusa devozione alla Vergine della Ghiara è data da un affresco dipinto sul muro di cinta dell’orto dei frati Servi di Maria, dove venne rappresentata la Vrgine Maria che adora il proprio figlio Gesù, con la scritta: Quem genuit adoravit (adorò Colui che generò). In seguito ad una prodigiosa guarigioneottenuta nel 1596 da un ragazzo che pregava davanti all’immagine, venne costruita l’attuale grandiosa basilica. A compiere la splendida decorazione, che corrisponde ad un progetto iconografico tipico della tradizione biblico-mariana dei Servi, vennero chiamati i migliori artisti emiliani del tempo: Ludovico Carracci, G. F. Barbieri, detto il “Guercino”, Lionello spada, Alessandro Tiarini, Luca Ferrari, per ricordare i maggiori. I recenti restauri hanno restituito l’originale splendore al ciclo pittorico: nelle volte a botte, nella cupola, nel catino dell’abside, è tutta una festa di affreschi biblici che esaltano la B. Vergine, protagonista nella storia della salvezza. Le feste maggiormente partecipate sono il 29 aprile, anniversario del Primo Miracolo, e l’8 settembre natività di Maria, denominata la “Giareda”. Presso il santuario c’è un ostello della gioventù, gestito dal Comune di Reggio, con 100 posti Beata Vergine delle Grazie - Udine
“Le Grazie” sono il santuario mariano non solo della città di Udine, ma anche di tutti i friulani in patria e all’estero. Esso ebbe inizio appena due mesi dopo che i frati Servi di maria erano giunti a Udine (28 luglio 1479), quando l’icona teumaturgica di stile bizantino della B.V. delle Grazie veniva consegnata solennemente dal luogotenente di Venezia al Priore del convento e posta allapubblica venerazione. In seguito al verificarsi di numerosi miracoli e all’accrescersi della devozione, nel 1495 venne iniziata, e nel 1520 consacrata, una nuova chiesa, ampliata e abbellita poi nel ‘700. Sulla sinistra della chiesa si innalzò la rima cappella della Madonna (1516), sostituita nel 1759 da quella attuale. L’interno della basilica splende per armonia e decorazioni: la cupola e il soffitto furono affrescati fra il 1880 e il 1886 dai pittori L. Bianchini e E. Simoni; sopra gli altarr laterali ci sono quattro tele di D. Tintotetto. Splendido e luminoso il chiostro cinquecentesco. Nel convento si trova una buona biblioteca e una preziosa pinacoteca con varie tele e innumerevoli ex voto, che testimoniano cinque secoli di ininterrotta devozione alla B. V. delle Grazie. Molti friulani abbracciarono la vita dei Servi di Maria; per i nostri tempi merita di essere ricordato il poeta e sacrdote David M. Turoldo.
Madonna di Pietralba - Alto Adige
Il Santuario della Madonna di Pietralba, posto a metri 1520 s.l.m. tra Trento e Bolzano, tra Ora e Cavalese, ebbe origine nel 1553, quando la Vergine Addolorata apparve a Leonardo Weißensteiner per guarirlo dalla sua malattia e gli chiese di costruire una cappella in suo onore. L’attuale basilica in stile barocco del XVII secolo, comprende la cappella originaria, la bianca taumaturgica immagine della Pietà, l’altare maggiore ricoperto di foglie d’oro e d’argento, gli splendidi affreschi della volta di J.A. von Mölk (1753), gli altari laterali del Pußjäger ed altre opere di A. Siber e F. Haider. Alla chiesa si accede attraverso un corridoio dove sono conservati centinaia di ex-voto, testimonianza concreta di gratitudine verso la materna intercessione di Maria. Vi si trova anche un’ampia “penitenzieria”, dove i frati Servi di Maria sono ogni giorno a disposizione per colloqui spirituali o per ascoltare le confessioni sia in italiano che in tedesco. Giovanni Paolo II visitò il santuario nel 1988. Accanto al santuario, oltre ad un negozio di oggetti ricordo, ci sono varie e diversificate possibilità di essere ospitati in ogni stagione dell’anno: un albergo con 80 posti letto per le vacanze, una Casa dei pellegrini con 120 posti letto per gruppi di passaggio, un Ostello della gioventù con 70 posti per gruppi giovanili ed escursionisti, una Casa dei congressi, un Self-service, un ristorante e un bar. Sito Web: http://www.weissenstein.it/ Maria Luggau - Carinzia
Santuario mariano, posto a 1170 metri s.l.m., al punto di incontro tra i confini di Carinzia, Tirolo ed Italia. E’ raggiungibile sia da Sillian (sulla strada da Dobbiaco - San Candido a Lienz), sia da Mauthen (dopo il Passo di Monte Croce Carnico). Da Sappada molti vi si recano in pellegrinaggio a piedi, attraverso le cime di confine. L’originr del santuario risale ad una povera contadina del luogo che nel 1513 vide in sogno la Vergine Addolorata e da lei ricevette l’invito a costruire una cappella in suo onore. In seguito a numerosi miracoli verificatisi davanti all’immagine della Madonna che tiene sulle ginocchia il Figlio deposto dalla croce, venne costruita l’attuale chiesa gotica, consacrata nel 1536 e ristrutturata in stile barocco nel sec. XVIII. Vi si Ammira particolarmente la pala dell’altare di C. Dusi, ispirata all’Assunta del Tiziano, e i banchi e confessionaliscolpiti sal Servo di maria B. Hochkofler. La devozione alla madonna di Luggau è tuttora molto viva tra le popolazioni del Nord e Sud Tirolo, della Carinzia e del Friuli. La comunità dei frati cura l’accoglienza dei pellegrini sia di lingua tedesca che italiana e slovena, come pure l’ospitalità di singoli gruppi nel vasto convento dove ci sono 50 stanze.
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