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il Santuario di Monte Berico
La Basilica PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Edson M.   

Interno della Basilica

L'interno si innalza sopra una croce greca, iscritta dentro in quadrato, i cui lati si aprono a quattro vani minori coperti a calotta. Dai punti di intersecazione dei bracci si leva la cupola, sostenuta da quattro grandi piloni a colonne corinzie. Alla base della cupola corre tutto intorno una balaustra ove è disposto un elegante alternarsi di statue in piedi, gustose espressioni del Marinali. Cupola e volte sono decorate da dipinti di pittori locali e ornati da stucchi dorati. Un eccellente lavor di pulitura e di ridipintura eseguito nel 1983 con i nuovi effetti cromatici dati ai costoloni ed agli spicchi, ha donato maestosità r luminosità alla cupola che ha acquistato maggior slancio.


Interno della Chiesetta gotica

L'edificio è basilicale, forma alterata poi nel 1476 con l'aggiunta del Coro, e più tardi, con il progetto del Borella e l'apertura della navata laterale.


L'altare e la nicchia della Madonna

Sono stati realzzati in occasione del V Centenario delle Apparizioni, 1926 e 1928. Il nuovo monumentale altare, di marmo di Carrara, venne solennemente benedetto ed inagurato il 2 agosto 1928; rimpiazzando così l'altare antico del 1590, donazione del conte Vincenzo Scroffa. La nicchia della Madonna, incorniciata dentro una snella edicola quattrocentesca, spicca come sfondo al di sopra dell'altare, in una policromia di marmi preziosi, ed innalzata così da permettere che la statua della Vergine domini e sia ben visibile da ogni punto del Santuario.


La tela del Carpioni

In alto, sopra l'arco che divide la chiesa del Borella dalla chiesetta gotica, campeggia il grande dipinto del Carpioni del 1651, dono dei 'Mercanti' di Vicenza del Santuario.

ll medaglione d'argento

Ricordo pure del V Centenario delle Apparizioni è il tondo d'argento sotto la nicchia della Madonna: il bassorilievo rappresenta la apparizione della Madonna a Vincenza Pasini e due grandi angeli. Davanti a questo medaglione, prima di lasciare il Santuario, i fedeli sostano in preghiera con il gesto spontaneo di appoggiarvi le mani o la testa quasi ad imprimere una carica alla loro fiducia e speranza nella Madonna.









La statua della Madonna

In pietra tenera dei colli Berici, riproduce il tema iconografico della Madonna della misericordia, così insistente nel '400 veneziano. La statua è già in loco nel 1430, a soli due anni dalla seconda apparizione. L'immagine venne solennemente incoronata il 25 agosto 1900 sa San Pio X, allora patriarca di Venezia.








Il Coro

E' ricavato dall'abside della 'chiesetta gotica' con un adattamento del 1476 di Lorenzo da Bologna. Gli stalli quattrocenteschi che lo impreziosiscono provengono dalla chiesa sopressa di San Bartolomeo, e adattati qui nel 1833. Le bellissime tarsie, della fine del '400, rappresentano sorci e visioni di Vicenza antica. Lorenzo da Bologna, 'inzignere del domo' è l'architetto del Coro, e dal 1476 al 1489 molto operoso in Vicenza. Il Coro nel 1825 divenne base del nuovo Campanile neoclassico dell'architetto Antonio Piovene di Vicenza.








Armadi intarsiati in sacrestia

Di eccezionale importanza artistica, per finezza d'intarsio e varietà di elementi decorativi, sono i tre armadi della sacrestiail maggiore, sulla parete meridionale, a due scomparti, l'inferiore con cinque riquadri di tarsie lignee, e il superiore con quattro, con al centro la piccola stupenda Pietà di Bartolomeo Montagna. Gli altri due armadi minori sulla parete settentrionale, ai lati della porta del Coro, della stessa dimensione e a due scomparti. La parte inferiore di questi due armadi è impreziosita da quattro eccellenti tarsie, opera di Pier Antonio dell'Abate da Modena, eseguiti su disegni del Montagna del 1484. Di questo 'intagliatore eccellente' sono pure i due preziosi intarsi lignei, incastonati nei fianchi dell'armadio maggiore. Di particolare significato le tarsie dei due armadi in sacrestia, sulla pareta del Coro. Sull'armadio di destra, nello scomparto inferiore, una gabbia con dentro un uccellino, da una parte e dall'altra un vaso pieno di pere e di pesche, sotto, e sopra invece un libro chiuso con bacile e due ampolline. Sull'altro armadio di sinistra, sempre nello scomparto inferiore, una bacinella colma di fichi, in basso, e in alto un vaso pieno d'uva da una parte, e dall'altra una manòla ed un libro. Alla base della tarsia col avaso di pere e pesche l'artista ha posto la sua Firma 'Fecit Petrus Antonius Mutineensis'.

 
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