| La Basilica |
|
|
|
| Scritto da P. Edson M. |
|
Interno della Basilica L
L'edificio è basilicale, forma alterata poi nel 1476 con l'aggiunta del Coro, e più tardi, con il progetto del Borella e l'apertura della navata laterale.
Sono stati realzzati in occasione del V Centenario delle Apparizioni, 1926 e 1928. Il nuovo monumentale altare, di marmo di Carrara, venne solennemente benedetto ed inagurato il 2 agosto 1928; rimpiazzando così l'altare antico del 1590, donazione del conte Vincenzo Scroffa. La nicchia della Madonna, incorniciata dentro una snella edicola quattrocentesca, spicca come sfondo al di sopra dell'altare, in una policromia di marmi preziosi, ed innalzata così da permettere che la statua della Vergine domini e sia ben visibile da ogni punto del Santuario.
In alto, sopra l'arco che divide la chiesa del Borella dalla chiesetta gotica, campeggia il grande dipinto del Carpioni del 1651, dono dei 'Mercanti' di Vicenza del Santuario. l Ricordo pure del V Centenario delle Apparizioni è il tondo d'argento sotto la nicchia della Madonna: il bassorilievo rappresenta la apparizione della Madonna a Vincenza Pasini e due grandi angeli. Davanti a questo medaglione, prima di lasciare il Santuario, i fedeli sostano in preghiera con il gesto spontaneo di appoggiarvi le mani o la testa quasi ad imprimere una carica alla loro fiducia e speranza nella Madonna.
In pietra tenera dei colli Berici, riproduce il tema iconografico della Madonna della misericordia, così insistente nel '400 veneziano. La statua è già in loco nel 1430, a soli due anni dalla seconda apparizione. L'immagine venne solennemente incoronata il 25 agosto 1900 sa San Pio X, allora patriarca di Venezia.
E' ricavato dall'abside della 'chiesetta gotica' con un adattamento del 1476 di Lorenzo da Bologna. Gli stalli quattrocenteschi che lo impreziosiscono provengono dalla chiesa sopressa di San Bartolomeo, e adattati qui nel 1833. Le bellissime tarsie, della fine del '400, rappresentano sorci e visioni di Vicenza antica. Lorenzo da Bologna, 'inzignere del domo' è l'architetto del Coro, e dal 1476 al 1489 molto operoso in Vicenza. Il Coro nel 1825 divenne base del nuovo Campanile neoclassico dell'architetto Antonio Piovene di Vicenza.
|