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il Santuario di Monte Berico
Breve storia PDF Stampa E-mail
Scritto da P. Edson M.   

Come è noto, l'ordine dei frati Servi di santa Maria ha avuto origine nel secolo XIII dall'unione di un gruppo di sette uomini laici fiorentini, che, dietro ispirazione celeste, decisero, ad un certo punto della loro esistenza, di porre le loro energie e la loro stessa vita, al servizio di Dio, della Vergine santissima e di tutti gli uomini. Secondo una tradizione invalsa dalla seconda metà del XVI secolo, per opera di fra Paolo Attavanti, poi successivamente ritoccata e armonizzata con un'altra di origine fiorentina, i nomi dei sette sono: Bonfiglio, Amadio, Bonagiunta, Manetto, Sostegno, Uguccione, Alessio.

Non è mio compito indagare e riferire sui "fatti delle origini" che ancora oggi sono oggetto di differenti interpretazioni da parte degli storici servitani, ma mi limiterò a una esposizione panoramica d'uomini, di vicende e date. Ci sono, tuttavia, degli elementi che si prestano, con sufficiente chiarezza, a caratterizzare in maniera viva e circostanziata l'opera dei Padri.

Breve StoriaConventiInnanzitutto, sono sette: cioè un gruppo, peculiarità non comune alle infinite altre fondazione di Ordini religiosi e monastici. Quello che essi mettono in opera è frutto che viene dall'alto, sia attraverso un'ispirazione diretta (apparizioni della Vergine), come pure per mezzo dell'intervento di uomini di Dio, quali il vescovo Ardingo di Firenze e il domenicano san Pietro da Verona martire.Nella solitudine e nella contemplazione delle cose celesti, nella povertà volontaria che essi abbracciano, nell'obbedienza reciproca gli uni verso gli altri, nella preghiera e nella penitenza, nella vita comunitaria che mai viene meno e, soprattutto, nella loro dedizione alla Vergine, serva del Signore, alla quale vogliono essere tanto legati, da non trovare altro di meglio che assumerne il nome: in tutti questi elementi spirituali (che non inventano da se stessi, ma derivano, cosi come Francesco, Domenico e altri prima di loro, dal travaglio spirituale dei secoli anteriori) essi danno il tono alla loro "avventura". Quello stesso tono che i loro seguaci hanno sempre rispettato, anche quando sembravano allontanarsi un po’ dalla atmosfera sobria ed austera, ma non piagnona, che i Padri avevano impresso al gruppo originario dell'Ordine.

E, per finire, essi sono separati dal mondo, ma non estranei ad esso. Sono sempre in buoni rapporti con la chiesa gerarchica, mai ad essa succubi. Sono uomini di Dio, ma inmaniera discreta, non altisonante, tanto che di essi ci sono giunti soltanto due nomi, documentariamente sicuri. Ma sono anche cittadini che guardano, sia pure con discrezione e quasi da lontano, alle vicende che travagliano la città degli uomini per placare le ire degli animi, le contese e le lotte cruente tra fazioni.
Il 1233 è assunto tradizionalmente come punto di partenza della convivenza dei Sette, per varie ragioni. Ad esso fa riferimento la Legenda de origine Ordinis fratrum Servorum vírginís Mariae, perché è l'anno dell'eclissi solare in Italia e perché coincide con la nascita del beato Filippo Benizi (che entrerà e sarà priore generale nello stesso Ordine). Per la storia della Chiesa è l'anno cosi detto allelujatico. P- probabile, tuttavia, che i Sette si ritrovino per una prima esperienza di vita comunitaria, fuori delle mura di Firenze, a partire dal 1240.

Certamente si ritirano a Monte Senario, allora appartenente alla mensa vescovile di Firenze e distante dalla città 18 chilometri circa, dal 1245 e, comunque, anteriormente al 1247, quando muore il vescovo Ardingo, dal quale hanno avuto la Regoladi sant'Agostino e altri statuti propri. Il primo riconoscimento pubblico verso il gruppo viene da parte del legato papale per la Toscana, "patrimonio di san Pietro" e altri territori dell'Italia centrale, il cardinale Raniero Capocci, con lettera del 13 marzo 1249, con la quale il suddetto legato prende sotto la protezione della sede apostolica il priore e i frati di santa Maria del Monte Senario, conferma le concessioni fatte ai medesimi dal vescovo Ardingo e abilita il gruppo religioso ad accogliere nuovi discepoli.

Dal tenore della lettera si deduce che, alla data indicata, sul Senario c'è una comunità radunata intorno ai Sette e già strutturata (c'è un priore,fra Figliolo e un titolo, Santa Maria); ha un carattere cenobitico (vita in comune) ed è in fase di espansione.

 
SERVI DI MARIA - PROV. VENETA
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