| Breve storia |
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| Scritto da P. Edson M. |
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Come è noto, l'ordine dei frati Servi di santa Maria ha avuto origine nel secolo XIII dall'unione di un gruppo di sette uomini laici fiorentini, che, dietro ispirazione celeste, decisero, ad un certo punto della loro esistenza, di porre le loro energie e la loro stessa vita, al servizio di Dio, della Vergine santissima e di tutti gli uomini. Secondo una tradizione invalsa dalla seconda metà del XVI secolo, per opera di fra Paolo Attavanti, poi successivamente ritoccata e armonizzata con un'altra di origine fiorentina, i nomi dei sette sono: Bonfiglio, Amadio, Bonagiunta, Manetto, Sostegno, Uguccione, Alessio. Non è mio compito indagare e riferire sui "fatti delle origini" che ancora oggi sono oggetto di differenti interpretazioni da parte degli storici servitani, ma mi limiterò a una esposizione panoramica d'uomini, di vicende e date. Ci sono, tuttavia, degli elementi che si prestano, con sufficiente chiarezza, a caratterizzare in maniera viva e circostanziata l'opera dei Padri. E, per finire, essi sono separati dal mondo, ma non estranei ad esso. Sono sempre in buoni rapporti con la chiesa gerarchica, mai ad essa succubi. Sono uomini di Dio, ma inmaniera discreta, non altisonante, tanto che di essi ci sono giunti soltanto due nomi, documentariamente sicuri. Ma sono anche cittadini che guardano, sia pure con discrezione e quasi da lontano, alle vicende che travagliano la città degli uomini per placare le ire degli animi, le contese e le lotte cruente tra fazioni. Certamente si ritirano a Monte Senario, allora appartenente alla mensa vescovile di Firenze e distante dalla città 18 chilometri circa, dal 1245 e, comunque, anteriormente al 1247, quando muore il vescovo Ardingo, dal quale hanno avuto la Regoladi sant'Agostino e altri statuti propri. Il primo riconoscimento pubblico verso il gruppo viene da parte del legato papale per la Toscana, "patrimonio di san Pietro" e altri territori dell'Italia centrale, il cardinale Raniero Capocci, con lettera del 13 marzo 1249, con la quale il suddetto legato prende sotto la protezione della sede apostolica il priore e i frati di santa Maria del Monte Senario, conferma le concessioni fatte ai medesimi dal vescovo Ardingo e abilita il gruppo religioso ad accogliere nuovi discepoli. Dal tenore della lettera si deduce che, alla data indicata, sul Senario c'è una comunità radunata intorno ai Sette e già strutturata (c'è un priore,fra Figliolo e un titolo, Santa Maria); ha un carattere cenobitico (vita in comune) ed è in fase di espansione. |