Ordinazione presbiterale di fr. Joseph M. Anywar, 14 giugno 2026

Joseph Anywar è un fratello Servo di Maria originario dell’Uganda. Nato nel 1990, fr. Joseph è cresciuto nell’arcidiocesi di Gulu, capoluogo dell’omonimo distretto nella regione settentrionale del paese africano. La sua è una famiglia numerosa, formata dai genitori Joseph e Paola con ben sei figli: tre fratelli e tre sorelle, tra cui Joseph è primogenito. Una famiglia ricca di fede e dedita al servizio per la comunità: il papà era muratore, mentre la mamma lavora ancora come infermiera nell’ospedale cittadino, dove incontrò e strinse l’amicizia con una suora comboniana di Sondrio, Miriam Armanasco, parte della comunità Comboni Missionary Sisters, la quale augurò la via del sacerdozio al piccolo Joseph, sin da bambino attratto da questa prospettiva, tanto da scegliere di formarsi per otto anni al seminario minore diocesano.

Il percorso comboniano sarebbe stato pertanto il più ovvio: oltre al legame spirituale così forte con suor Miriam, anche la parrocchia dove si svolse la vita familiare del futuro frate era guidata dallo stesso istituto religioso. Ma le vie del Signore, si sa, sono infinite e la provvidenza riserva non di rado risvolti sorprendenti. Dopo il seminario, Joseph avvertì un’esigenza di ricercare un modo nuovo e personale di vivere la propria chiamata. Ascoltò allora un suggerimento offerto da un amico seminarista un po’ più grande, già entrato nell’Ordine dei Servi di Maria, e si affacciò con curiosità ed entusiasmo giovanile a una realtà che lo colpì subito profondamente.

Ricordiamo che i Servi di Maria arrivarono in Uganda nel 1996 e fondarono una missione in Kisoga, una località lungo il lago Vittoria. Da allora fino a oggi, il convento di Kisoga è sempre pieno di candidati all’Ordine. I frati ugandesi, professi solenni, sono ora più di 60!

Scoprendo quest’orizzonte di fraternità, Joseph racconta che si sentì in pace, come a casa, dopo quel momento di tensione interiore in cui la sua vocazione tentava di individuare un contesto per esprimersi al meglio.

Inizia così l’anno di postulato a Kisoga, cui segue il triennio di filosofia a Kiwa Mirembe e infine l’anno di noviziato a Kira Road. Proprio quest’ultima tappa di preparazione, vissuta nel 2020, lasciò un segno indelebile nell’anima. Si tenga conto che, in Uganda, la disciplina del noviziato vieta l’uso dei cellulari. In quei mesi di pandemia e di conseguente lockdown, il padre di Joseph si ammalò e morì a soli 54 anni, senza che il figlio sapesse nulla della sua malattia. Il lutto vissuto “in differita” lasciò una ferita grande che ha reso però ancora più convinta e chiara la strada tracciata: il nostro Joseph vive la sua scelta come se proseguisse un percorso iniziato ma interrotto da suo padre, anch’egli in gioventù seminarista.

Dopo i primi voti, nel 2021, Joseph giunge in Italia per lo studio inizialmente della lingua italiana a Monte Berico e poi della teologia a Roma, al Marianum. Il 3 maggio 2025 emette i voti solenni, mentre l’8 dicembre dello stesso anno viene ordinato diacono presso la cattedrale di Vicenza. Il prossimo 14 giugno lo attende l’ordinazione sacerdotale sempre a Vicenza.

Ma quale passo del Vangelo guida i suoi passi verso questo traguardo e tutto ciò che necessariamente conseguirà? Con semplicità che contrassegna il suo carattere sobrio e pacato, sorridendo, fr. Joseph ricorda la chiamata di Gesù: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini» (Mt 4,19). E lui, dice, cercherà di rendersi pronto con la spontaneità disarmante dei discepoli del Vangelo che lasciarono le loro reti per lasciarsi pescare dal Verbo e diffonderlo in seguito con umiltà nel mondo. Diventando pescatore in un tempo di secca, quello nostro, di buoni cristiani in grado di far agire la Parola di Dio nel loro quotidiano.

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