Presepe con gli auguri di Natale, 2025

La misericordia è la perfezione di Dio

La misericordia che ritorna al cuore,

che dà significato e orientamento alle mani,

diventerà il nostro modo di vivere il canto di Maria.

Possiamo dimenticare anche tutte le altre parole.

Basterà ricordare la misericordia.

E lo Spirito Santo ha il compito di ricordare ai discepoli

tutte le parole di Cristo.

Santa Maria ricorda al cuore del devoto la Parola della misericordia.

La grande nostra scommessa è riscoprire Maria, in questo presepe allestito sulla riproduzione del piazzale della Vittoria, in questo anno che apre al sesto centenario dell’apparizione a donna Vincenza Pasini, l’anziana veggente, come sorella, compagna di pellegrinaggio nei dubbi e nella gioia della fede, nella ricerca di amore, nella capacità di vivere il dolore e la speranza.

La vera devozione consiste nel vedere in lei una di noi, che è andata avanti, la sorella di fede, la prima dei credenti che ha imparato a credere con fatica e ad amare con tenerezza, che ha imparato a godere della vita e del suo Signore. Perché è questo che Maria deve insegnarci: a gioire.

A Monte Berico, andare da Maria è andare a scuola di misericordia: conoscere la grammatica per capire l’umanità, per parlare la lingua della vita, la lingua del vangelo.

Quindi vera devozione a Maria di Monte Berico, nostra madre antica, che -come al soldato cieco dell’allora generale del V secolo, che poi sarebbe salito come imperatore al soglio di Bisanzio- ci ha donato l’acqua-Cristo, per la nostra salvezza. Perché riuscissimo dal dolore della nostra condizione umana imperfetta e malata, risorgere a vita nuova, fidandosi di lei.

Vera devozione è ricordare la sua misericordia, scritta in filigrana dentro ai nostri giorni, con gli eventi della nostra stessa vita; contemplare il volto della sua misericordia, che è il volto incarnato di suo Figlio; ridipingere in noi l’icona di Dio, che ci ha posto nel cuore all’inizio della nostra creazione; dedurre dall’agire di Dio il nostro agire nelle periferie del cuore e della storia; diventare prolungamento di speranza; far entrare in noi e aprire nel nostro cuore la porta del futuro.

E infine, diventare anche noi esegesi vivente del primo canto alla misericordia, far nostro veramente il suo canto, il canto di santa Maria, con il suo stile fatto di stupore, di futuro gioioso e di misericordia.

Salvezza è che Lui, Dio Padre, ci ami, non che io lo ami o ami i nostri fratelli e le nostre sorelle; è questo amore la religione del canto di santa Maria, madre di misericordia; religione del dono, religione dell’amato e dell’amata, che hanno saputo vedere Dio all’opera, creatore instancabile, con le mani ancora impigliate nel folto della vita.

Nei tuoi occhi vorrei vedere ancora i riflessi dei miei

e il tuo sorriso illuminare il mio viso.

I tuoi capelli poi accarezzare, senza darmi pace,

le tue guance stringere, tra le mie mani,

dolcemente sussurrandoti parole d’amore

come tu volevi.

E le mani, quelle mani che stringevo

per farmi accarezzare il cuore,

vorrei baciare, e baciare ancora

fino a quando l’ultimo mio respiro non volerà via.

E poi su tutte le nuvole del cielo,

sui petali dei fiori, tra i monti, in mezzo al mare,

ovunque ci sarà vita lì il mio cuore continuerà a cercarti.

[Valenzano Angelo]

Buon Natale!

Comunità dei Servi di Maria di Monte Berico

[Saluti anche dai nostri presepisti: Albino, Ivo, Ernesto, Zeno, Mariangela, Joseph]

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