Commento al Vangelo domenicale, 20 luglio 2025

DOMENICA SEDICESIMA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO C – 20 luglio 2025

La parte migliore (Lc 10, 38-42)

Jan Vermeer, Cristo in casa di Betania, ante 1654-1655, olio su tela, Edimburgo, National Gallery of Scotland

Molte volte le cose più importanti della nostra vita sono sostituite da urgenze contingenti, che prendono il posto delle più importanti.

Leggiamo nel vangelo di Luca 10, 38-42.

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”.

Sulla strada per Gerusalemme, meta del suo viaggio, Gesù “entrò in un villaggio”. In precedenza, un altro villaggio gli aveva chiuso le porte, provocando la violenta reazione dei discepoli Giacomo e Giovanni. In questo nuovo villaggio Gesù è ben accolto: “Una donna, di nome Marta, lo ospitò”. Marta sembra essere una persona molto importante nel villaggio, ed è certamente la padrona di casa. Cerca di accogliere Gesù nel modo più generoso possibile: “Era distolta per i molti servizi”. Ha una sorella, Maria, e vorrebbe che l’aiutasse nel lavoro. Ma lei è “seduta ai piedi del Signore”. Marta esige che collabori, e ricorre all’autorità di Gesù, quasi rimproverandogli di non mettersi dalla sua parte: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?”. E comanda a Gesù stesso: “Dille dunque che mi aiuti”.

La tensione tra le due sorelle, per il vangelo di Luca, rappresenta chiaramente i conflitti che possono verificarsi nella comunità dei discepoli di Gesù, come si manifesterà anche nella discussione per i primi posti. Marta e Maria sono sorelle in senso ecclesiale, e vogliono offrire il meglio che possono fare. Gesù non è semplicemente il Maestro di Nazaret: è “il Signore”, con il suo titolo pasquale.

Maria, che “seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”, rappresenta tutti i discepoli che ascoltano la parola di Gesù: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la compiono”. Marta ha aperto la sua casa a Gesù, ma è Maria che lo accoglie e diventa vera discepola. La comunità è rappresentata da una donna, rompendo con la tradizione che riservava solo agli uomini la condizione di discepoli. Quello di Maria non è un atteggiamento specificamente contemplativo, come talvolta è stato interpretato, ma semplicemente l’atteggiamento di tutti i seguaci di Gesù, che lo accolgono e si nutrono della sua parola.

Marta è un simbolo di un’altra corrente della comunità. Si affanna e si agita “per molte cose”. Non ascolta Gesù. Protesta perché non si sente accompagnata nella sua fatica. Il suo desiderio è di osservare tutte le norme e i precetti, come ha imparato dalla Legge, e vuole che Maria faccia lo stesso, che sia una buona osservante della Legge. Pretende di sottoporre sua sorella allo stesso giogo che la opprime, impedendole di accogliere la novità del messaggio di Gesù. È legata a una tradizione del passato, che vuole riprodurre fedelmente, per sé e per gli altri.

La risposta di Gesù non vuole semplicemente risolvere un piccolo conflitto familiare. Vuole dare un orientamento chiaro a tutta la comunità. L’importante per il discepolo, “la cosa sola di cui c’è bisogno”, non è cercare la salvezza e sentirsi giustificato attraverso l’adempimento di tutte le norme, ma la dedizione all’ascolto della Parola di Dio, per osservare l’unica norma che è il comandamento dell’amore: “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Marta deve scoprire che questa “parte migliore” non è un privilegio di Maria, ma è offerta a lei stessa e a tutti coloro che vogliono mettersi in cammino con Gesù e accompagnarlo nel suo viaggio verso Gerusalemme, verso il dono di sé stesso. Il discepolo sarà come Maria, che non trascura “i molti servizi”, ma li armonizza all’interno di una priorità che dà senso a tutto: l’accoglienza della Parola.

padre Bernardino Zanella osm

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