Mostra d’arte “Bruno Meneguzzo 1923-2016, Sentimento religioso tra inquietudine e consolazione”, 6 settembre – 5 ottobre 2025

Un percorso espositivo per conoscere le opere di un autore sui generis, rimasto ai margini della scena artistica del Novecento. Personalità con un particolare orizzonte spirituale e stilistico-formale, in grado di sollecitare una riflessione sulla cultura cattolica nel “secolo breve”. La storia di un ex professo dell’Ordine dei Servi di Maria, affacciatosi all’arte già ai tempi del convento, ci trasporta a scoprire un ambiente religioso che vive in quei decenni la più profonda trasformazione culturale della propria parabola. Una selezione di opere che svelano un cammino interiore all’insegna della via pulchritudinis.

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Una mostra e un libro dedicati all’artista Bruno Meneguzzo

Al Santuario di Santa Maria di Monte Berico, nella sala polifunzionale Sette Santi Fondatori, sabato 6 settembre 2025 alle ore 18.00, verrà inaugurata la mostra dedicata alla produzione grafica e pittorica di Bruno Meneguzzo (1923-2016), a cura del Museo d’arte sacra di Monte Berico, in collaborazione con l’Associazione culturale Bruno Meneguzzo. L’evento si colloca nell’ambito delle iniziative in preparazione dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita 1426-2026, e desidera ricordare il profondo legame dell’artista con il Santuario e la comunità dei Servi di Maria, con la quale coltivò per tutta la vita un rapporto di profonda amicizia, dopo la formazione giovanile ricevuta nei collegi di quest’ordine religioso, tra Follina, Venezia e Firenze.

Quest’autore prolifico, rimasto volutamente ai margini della scena artistica del Novecento, per una scelta personale che per certi aspetti richiama il passo evangelico «non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Mt 6,3), introduce lo sguardo contemplativo verso la cultura cattolica nel “secolo breve” e i suoi sforzi di interagire con la contemporaneità nel secondo dopoguerra, tra il richiamo verace alla tradizione e il forte impulso di rigenerazione.

Il suo travaglio biografico ‒ rimasto silente e taciuto per decenni persino in famiglia ‒ conduce a scoprire un fermento intellettuale e artistico che prorompe già ai tempi del convento, nel pieno caos della guerra, il quale scuote fortemente anche le quiete di Follina e di Tirano. Proprio in questo tempo di crisi mondiale, congiunta a quella interiore, Meneguzzo scopre la funzione terapeutica dell’arte, legandola inizialmente a una dimensione diaristica, grazie alla quale emergono dall’oblio volti, luoghi e situazioni familiari e del cenobio. Molti tra questi sono individuati e raccontati nel libro, con l’ausilio anche della testimonianza di padre Antonio Santini, che ha avuto modo di conoscere da vicino diversi personaggi ritratti da Meneguzzo o menzionati nelle sue memorie scritte, di cui il volume riporta un ampio florilegio.

Sia il progetto editoriale che la mostra sono ideati dalla storica dell’arte Agata Keran, curatrice scientifica del Museo d’arte sacra di Monte Berico, con il contributo della storica Mariangela Maraviglia, studiosa del cristianesimo contemporaneo e, in particolare, del lascito culturale del poeta David Maria Turoldo. Tale sinergia ha messo in evidenza il rapporto di Meneguzzo con alcune figure di spicco dell’Ordine, tra cui lo stesso Turoldo e Camillo De Piaz, noti per il loro coraggio spirituale e civile. Emerge inoltre l’amicizia profonda con altri frati intellettuali che in diverse comunità coltivano e trasmettono l’amore per le arti, come Costantino Roncato, fervido disegnatore e uno dei primi sostenitori del talento espressivo di Meneguzzo.

Hanno dato un importante apporto sul piano documentario Mauro Meneguzzo, figlio dell’artista e Federico Bauce, referente dell’Archivio della Provincia Veneta dell’Ordine dei Servi di Maria, mentre Giovanni Modolo ha sviluppato sul piano grafico il libro e gli apparati didattici della mostra.

La selezione di opere grafico-pittoriche, confluita integralmente nel libro ed esposta in buona parte a Monte Berico, è scandita in sette sezioni tematiche, per attraversare in modo organico un cammino artistico-spirituale durato circa settant’anni, dove la testimonianza evangelica ha un ruolo di prim’ordine, anche nei soggetti non religiosi, come ritratti e paesaggi, che trasmettono una grande attenzione nei confronti della natura intesa come specchio della creatività divina.

L’iniziativa a Monte Berico si propone per riportare alla radice un autore e la sua opera, in quella “casa” in cui l’artista vicentino iniziò a muovere i primi grandi passi della sua avventura umana, che trovò poi uno sbocco di ampia portata attraverso la formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nella classe di Guido Cadorin, che influenzò profondamente la sua ricerca stilistico-formale.

Oltre al Museo d’arte sacra di Monte Berico, che trova una propria missione anche nella valorizzazione dell’arte contemporanea a vocazione spirituale e religiosa, attraverso il programma annuale di esposizioni allestite in sala Sette Santi Fondatori, quest’iniziativa va ricondotta all’attività culturale dell’Associazione Bruno Meneguzzo, costituita nel 2024 per volontà dei familiari dell’artista, con lo scopo di far conoscere l’eredità artistica di un uomo assai riservato, la cui opera si rivela feconda, originale e qualitativamente elevata.

L’inaugurazione programmata sabato 6 settembre alle ore 18.00, oltre al racconto della mostra, contempla un ricercato accompagnamento musicale, con un repertorio mariano scelto da due giovani musicisti, Virginia Salvatore (arpa) e Alessandro Parise (viella, ribeca e percussioni), i quali vorranno dialogare idealmente con le opere in mostra.

Sabato 4 ottobre si terrà, invece, la presentazione del libro, con Agata Keran e Mariangela Maraviglia, in dialogo con la giornalista Nicoletta Martelletto.

Bruno Meneguzzo, Annunciazione a Maria con la rosa, 1975 ca.

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